Associazione Psicoanalitica - Psicologia della Rappresentazione


Conduttore: Roberto Marchi

 

Fare diagnosi in medicina serve a definire e classificare una determinata malattia in base ai segni e ai sintomi presentati dal paziente ed è indispensabile per la successiva fase terapeutica.
Talvolta la diagnosi determina la scomparsa del soggetto in quanto tale sostituendosi a quest'ultimo nel rapporto con il medico. dibani_freud
La psichiatria ha ereditato l'impostazione medica e si è impegnata a produrre una complessa nosografia di cui i vari DSM sono la dimostrazione. Lo sforzo classificatorio delle "malattie mentali" è stato anche fortemente influenzato dal susseguirsi di nuovi psicofarmaci comparsi sul mercato.
In psicoanalisi, fin dai primordi, fare diagnosi ha corrisposto ad uno sforzo di comprensione del soggetto, della sua struttura, di come si articoli in lui il gioco del desiderio così come si rappresenta nel qui e ora della seduta analitica.
Per l'analista è essenziale fare diagnosi non solo per tradurre le sue ipotesi sul soggetto in un linguaggio comune ad altri analisti, ma anche per capire come porsi nei confronti del suo paziente e come il paziente si ponga nei suoi.
La diagnosi psicoanalitica è comunque un concetto dinamico - come le situazioni che descrive - e pertanto mutevole nel corso del procedere dell'analisi.
In questo ciclo di incontri verrà trattato il tema della diagnosi in psicoanalisi a partire dal testo di Nancy Mc. Williams "La diagnosi psicoanalitica" arricchito da stralci tratti dalla clinica e da eventuali altri contributi letterari.

 

Per informazioni e iscrizioni: 057438062
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