Associazione Psicoanalitica - Psicologia della Rappresentazione

Associazione Psicologia della Rappresentazione


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Si costituisce nell’ottobre del 1986, in Firenze, come associazione scientifico-culturale. Ha sede presso Gradiva, in Firenze, via delle Belle Donne, 13. Ne è presidente Silvana Caluori, che ha anche la funzione di referente per la formazione.
Affiancandosi all’Istituto Gradiva, l’Associazione Psicologia della rappresentazione si incarica di organizzare e promuovere quanto attiene alla questione della formazione dello psicoanalista, sul piano clinico, della ricerca e della teoria.

L’idea che ne ispira e ne sostiene tuttora la fondazione può riassumersi nei seguenti principi:

 

  • la formazione dell’analista non è istituzionalizzabile secondo percorsi tecnici che ricalchino le richieste proprie di altre specialità professionali. Infatti:
  • essa attiene sostanzialmente ad una formazione soggettiva che, a partire dall’esperienza d’analisi, mette in gioco il desiderio stesso di diventare analisti;
  • può dunque offrire condizioni di autenticità solo in un contesto di laboratorio, di “bottega” -  per esprimerne l’aspetto artigianale-artistico -, cioè come formazione permanente, nello scambio e nell’esporsi del soggetto in rapporto ad altri, al di là del conseguimento di titoli o appartenenze;
  • è inoltre, nella nostra prospettiva, un percorso d’interrogazione che apra al confronto critico con i fondamenti e gli sviluppi del pensiero psicoanalitico, intesi come “rappresentazioni”, cioè momenti di pensabilità di ciò che attiene alla realtà psichica, al di là delle identificazioni immaginarie che sostengono ogni posizione dogmatica o di parte.

 

Un principio sostanziale
Divenire analisti si esprime, propriamente, nell’esercizio di una funzione e nella cura delle condizioni che attengono al sostenerne la posizione (posizione analitica), e non in una attribuzione formale di un “ruolo” che possa dirsi costantemente operante, come per l’insegnante o il medico, che in ogni momento possono ricorrere al loro sapere acquisito.
Infatti è evidente che non ogni suo atto, di ascolto o di rilancio, durante una analisi, può dirsi analitico. E tanto meno il suo apporto alla richiesta d’aiuto o di sapere che gli venga rivolta fuori dal contesto di un transfert analitico.
Al fine di vivificare le condizioni che nutrono una funzione analizzante, l’associazione promuove lo scambio, l’aggiornamento e la formazione

permanente fra i suoi membri. Ciò avviene anche attraverso un confronto in sede pubblica, con la partecipazione alle attività di anno in anno proposte attraverso Gradiva, nella sua sede o all’esterno.

Per i principi sopra esposti l’adesione all’associazione non è da intendersi, nella sua sostanza, come un’investitura attraverso l’attribuzione di un titolo, ma come atto di condivisione e di impegno al costante approfondimento, al reciproco scambio e al confronto, clinico e teorico-critico, che è ciò che sostanzia di fatto l’esperienza stessa dell’esporsi in qualità di psicoanalisti.