Associazione Psicoanalitica - Psicologia della Rappresentazione

OPIFICIO DELLA CURA

Carta Programmatica

 

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Nota preliminare:
Data la sostanziale coincidenza di posizione fra Progetto Prisma e Opificio della Cura, per quanto concerne in linea teorica la questione del disagio, la filosofia della cura e lo stile di accoglienza condivisi nel contesto di Gradiva e Psicologia della Rappresentazione, questa carta programmatica si sviluppa a partire dai punti essenziali del documento che ispirò, a suo tempo, la fondazione di Prisma.
    Le finalità operative sono invece sostanzialmente differenti, proponendosi l’Opificio come uno spazio di ascolto, presa in cura, scambio di parola e attivazione culturale, nella sede di Gradiva, in cui operano a vario livello membri ordinari dell’istituto stesso.

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1)  Nell’ambito previsto dalle finalità statutarie dell’Istituto per la Ricerca in Psicoanalisi “Gradiva”, a seguito di una serie di riunioni preliminari svoltesi a partire dal giovedì … , si costituisce oggi, in data … , il progetto denominato (per suggerimento di Roberto Marchi) “Opificio della Cura”. L’Opificio è da intendersi come un centro di ascolto e accoglienza del disagio, di presa in cura di particolari situazioni sintomatiche, come spazio di parola e di promozione di una filosofia della cura non medicalistica, volta a valorizzare la particolarità del soggetto e della sua storia psichica. Tali principi sono condivisi, in Gradiva, dagli operatori del progetto stesso. L’Opificio ha sede in Gradiva e ne costituisce una struttura operativa.

2)   L’Opificio è rappresentato da una equipe di operatori, Membri Ordinari dell’Istituto Gradiva, con qualifiche interdisciplinari e con funzioni varie attinenti alla presa in cura (carico) delle diverse espressioni del disagio e alla creazione di spazi di parola in rapporto a tematiche cruciali, a livello dell’individuo, della famiglia o, in senso esteso, del sociale.
    L’Opificio si propone di agire dunque a più livelli: a) ricerca, approfondimento critico e organizzazione di attività indirizzate alla creazione di spazi di parola, esperienze culturali e di sviluppo di relazioni, nel contesto di una visione critica, olistica, del disagio e del benessere psichico della persona e/o del sociale; b) ascolto e presa in cura della domanda, in rapporto alle varie forme del sintomo, inteso nel senso psicoanalitico di una complessità soggettiva, come nodo, compromesso e al contempo espressione del disagio, individuale e collettivo, nel nostro contesto sociale.

3)  Presupposto essenziale dell’esperienza è il rispetto per le differenze. Con ciò intendiamo la diversità dei percorsi di formazione degli operatori, e quanto da ciò deriva, in rapporto alle funzioni che ognuno potrà esercitare nell’ambito del progetto del centro, ma anche le differenze individuali di preparazione, sensibilità, livelli e modalità di partecipazione, ecc.
    Al cuore del progetto poniamo il motto (come già per Prisma): armonizzare nella differenza.

4)   Armonizzare implica la partecipazione ad uno stile, nella fattispecie lo stile critico-trasversale della ricerca che in Gradiva viene perseguito sin dalla sua fondazione (1985) e che si attua nel coltivare l’attenzione e la sensibilità per le particolarità soggettive del sintomo e del disagio (attenzione alla “realtà psichica”, che viene qui riproposta nel concetto di “rappresentazione”).
    Ciò significa, in sintesi, considerare il disagio e il suo sintomo non come “malattia” o cattivo funzionamento (paradigma “medicalistico”), ma come opportunità di approfondimento e riflessione, per una scoperta delle risorse soggettive e delle peculiarità esistenziali di ognuno.

5)   Tale armonizzazione si attua nel contesto dell’attività supervisionale, coordinata dal Consiglio Direttivo dell’Istituto Gradiva (CD), che ha il suo fulcro nel Laboratorio di Formazione Permanente (LFP, attualmente coincidente col “Laboratorio di clinica e teoria della clinica”), sinora previsto nel pomeriggio del giovedì e aperto anche ai tirocinanti e ad interessati esterni, in qualità di “uditori”.
    Altre forme di supervisione e/o di approfondimento didattico e formativo, anche individuali, saranno previste, di volta in volta, in base alle necessità, su richiesta di membri del gruppo, o su proposta del CD.

6)   L’Opificio si colloca nel contesto istituzionale di Gradiva e pertanto i suoi membri, nella qualità di Membri Ordinari, sono tenuti a versare le quote sociali, ordinarie e straordinarie, che saranno stabilite dal Consiglio Direttivo in armonia con le decisioni assembleari.
    La quota mensile dovrà essere congrua in rapporto alle esigenze di gestione dell’Istituto.

7)   L’attività dell’Opificio è regolata dall’Assemblea degli operatori, con funzioni informative, di scambio e approfondimento, partecipazione e decisione per tutto quanto concerna l’attività del progetto. L’Assemblea si riunisce secondo necessità e di preferenza contestualmente al Laboratorio di Formazione Permanente (LFP).
    Per ogni questione ubi maior si rimanda all’Assemblea dei membri dell’Istituto.

8)  Rapporti istituzionali. Secondo il conveniente principio della “minore burocratizzazione possibile” – più consono alla dimensione psicoanalitica – saranno proposti e di volta in volta attuati attraverso l’aggiunta di nuove “carte” alcuni principi essenziali di funzionamento (compiti individuali e/o di gruppo, articolazione fra le sezioni d’interesse e fra queste e l’Opificio, rapporti fra supervisione e supervisionati, rapporti di tipo economico, ecc.).
    Queste norme e indicazioni, che saranno di volta in volta sottoposte all’approvazione dell’assemblea e ratificate dal CD di Gradiva, andranno a costituire le basi del Regolamento).

9)  La lista ufficiale dei membri che sottoscrivono la fondazione, mediante l’approvazione della Carta Programmatica, sarà conservata negli archivi dell’Istituto Gradiva.