GRADIVA

Istituto per la Ricerca in Psicoanalisi

Diffusione, ricerca e applicazione per accogliere le domande, la curiosità o il bisogno di ogni persona interessata ad approfondire la conoscenza di sé

Istituto Gradiva

ISTITUTO PER LA RICERCA IN PSICOANALISI

Istituto Gradiva

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Diffusione, ricerca e applicazione per accogliere le domande, la curiosità o il bisogno di ogni persona interessata ad approfondire la conoscenza di sé

L'istituto
Gradiva cerca di interpretare al meglio le prospettive che solo l’esperienza della psicoanalisi può offrire intorno alla cura, intesa nella sua profondità, come scoperta delle risorse uniche che un buon ascolto dell’inconscio e una saggia lettura dei nostri sintomi possono apportare
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Tirocini
L'Istituto Gradiva è convenzionato con le Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Firenze e di Padova, come sede per lo svolgimento dei tirocini semestrali post lauream (per l'accesso all'esame di stato per la professione di psicologo) nell'area di Psicologia Clinica.
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Attività
Avendo come presupposti l’ascolto e la cura per la persona ed il sociale, Gradiva organizza eventi ed attività di ogni tipo all’interno ed all’esterno dell’Istituto. Contribuendo all’educazione, alla diffusione della consapevolezza dell’importanza che possiede la salute della psiche, alla creazione di gruppi e luoghi di confronto ed ascolto, ed alla costituzione di ambienti e sportelli di supporto aperti a tutti.
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Rimaniamo alla superficie fin tanto che ci occupiamo solo di ricordi e di rappresentazioni. Ciò che veramente conta nella vita psichica sono i sentimenti, e tutte le forze psichiche sono importanti solo per la loro capacità di risvegliare sentimenti.

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Diffusione, ricerca e applicazione per accogliere le domande, la curiosità o il bisogno di ogni persona interessata ad approfondire la conoscenza di sé

Un luogo di accoglienza

Gradiva è un luogo di diffusione, di ricerca e di applicazioni, secondo i principi della psicoanalisi, per accogliere le domande, la curiosità o il bisogno di ogni persona interessata ad approfondire la conoscenza di sé, nei suoi problematici rapporti con l’altro, sullo sfondo dei nodi e dei paradossi che tessono il disagio della condizione umana.

Gradiva cerca di interpretare al meglio le prospettive che solo l’esperienza della psicoanalisi può offrire intorno alla cura, intesa nella sua profondità, come scoperta delle risorse uniche che un buon ascolto dell’inconscio e una saggia lettura dei nostri sintomi possono apportare, nel rispetto delle particolarità irripetibili di ognuno; si potrebbe dire: dalla pretesa di guarire gli altri, al “prendersi cura” della propria soggettività.

Gradiva costituisce, in una tradizione più che trentennale, anche un progetto di sfida ad ogni semplicistico tentativo di ridurre la storia, l’esperienza, il vissuto, la ricca complessità delle relazioni affettive di una persona a dei “quadri” sintomatici o psichiatrici astratti, nei quali il soggetto non riesce in alcun modo a riconoscersi, se non appiattendosi su quella diagnosi.

A partire dal valore della parola di ognuno, dall’ascolto e dall’incontro col suo desiderio, procede anche un’idea di formazione di fondo, che a più livelli può essere ritrovata nelle esperienze proposte e sviluppate nell’istituto. I momenti di partecipazione didattica o culturale, l’esperienza di lavoro con la realtà psichica nei laboratori, le supervisioni, i percorsi di formazione ad analista, tutti sono significativi momenti di transito nel contesto di un’opera di formazione alla sensibilizzazione del soggetto all’ascolto di sé e dell’altro.
Tutto questo attiene a quella prospettiva laica, cioè indipendente, libera dalla costrizione del dover rispondere a poteri esterni, che la psicoanalisi può ancora sostenere, come risorsa per ogni essere umano al quale, attraverso questi percorsi, si presenti l’opportunità di una restituzione al senso intimo della sua stessa storia.

Gradiva, in sinergia con Psicologia della Rappresentazione, è un luogo di diffusione, di ricerca e di applicazioni, secondo i principi della psicoanalisi, per accogliere le domande, la curiosità o il bisogno di ogni persona interessata ad approfondire la conoscenza di sé, nei suoi problematici rapporti con l’altro, sullo sfondo dei nodi e dei paradossi che tessono il disagio della condizione umana.

Gradiva cerca di interpretare al meglio le prospettive che solo l’esperienza della psicoanalisi può offrire intorno alla cura, intesa nella sua profondità, come scoperta delle risorse uniche che un buon ascolto dell’inconscio e una saggia lettura dei nostri sintomi possono apportare, nel rispetto delle particolarità irripetibili di ognuno; si potrebbe dire: dalla pretesa di guarire gli altri, al “prendersi cura” della propria soggettività.

 

Siamo nel cuore di Firenze

L'istituto si trova in via delle Belle Donne, nel centro storico di FIrenze a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella​

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Perché Gradiva?

Norbert Hanold, protagonista del romanzo analizzato da Freud nel 1906, va a Pompei seguendo un filo delirante che è la sola via di cui dispone per andare verso la sua verità: cerca la figura del bassorilievo di cui si è innamorato. La sua scienza non gli offre alcun aiuto per orientarsi, e Freud cita da Jensen parole che risuonano vere in rapporto all’approccio riduttivo che considera il delirio come una specie di degenerazione, dovuta a imperscrutabili tare ereditarie. La constatazione dell’inutilità di questa scienza nel comprendere i fenomeni più profondi della vita di ogni uomo è il punto di partenza dal quale nasce la psicoanalisi, che cerca una nuova comprensione della realtà umana: potrebbe dire: dalla pretesa di guarire gli altri, al “prendersi cura” della propria soggettività.

Ciò che questa insegnava era una fredda concezione archeologica, ciò che parlava era un morto linguaggio filologico. Essi non aiutavano per nulla a capire qualche cosa con l’anima, lo spirito, il cuore, o come si voglia dire; e chi di questo avesse sentito in se stesso il bisogno, doveva da solo, soltanto come individuo vivente, venire qui nel caldo silenzio del mezzogiorno fra i monumenti del passato, per guardare e per ascoltare non con gli occhi e con le orecchie del corpo. Allora… i morti si sarebbero levati e Pompei avrebbe ripreso a vivere (Ivi, p. 271)

Di Gradiva, ovvero Zoe Bertgang, la vita in movimento, amiamo il passo che la porta a farsi trovare dove Norbert Hanold è in grado di vederla, e la voce che lo chiama, al momento opportuno, fuori dal suo delirio. Noi dell’Istituto Gradiva non riusciamo a pensare né l’invenzione della psicoanalisi, né il nostro lavoro quotidiano, senza il passo della figura antica e vivissima, per la quale si realizza un sogno che sa di fiaba:

La bella realtà ha ora vinto il delirio, tuttavia a quest’ultimo spetta ancora un onore prima che i due abbandonino Pompei. Giunti alla Porta di Ercolano,  dove all’inizio della Strada  consolare un passaggio con le antiche pietre attraversa la strada, Norbert Hanold si arresta e prega la ragazza di andare avanti. Essa lo comprende “e sollevando un po’ l’abito con la mano sinistra, Zoe Bertgang, Gradiva rediviva, avvolta dallo sguardo trasognato di lui, attraversò le pietre del passaggio fino all’altro lato della strada, sotto la luce del sole, col suo caratteristico passo agile e tranquillo”. Col trionfo dell’amore, trova ora riconoscimento anche quanto vi era di bello e prezioso nel delirio. (Ivi, p. 290)

Norbert Hanold, protagonista del romanzo analizzato da Freud nel 1906, va a Pompei seguendo un filo delirante che è la sola via di cui dispone per andare verso la sua verità: cerca la figura del bassorilievo di cui si è innamorato. La sua scienza non gli offre alcun aiuto per orientarsi, e Freud cita da Jensen parole che risuonano vere in rapporto all’approccio riduttivo che considera il delirio come una specie di degenerazione, dovuta a imperscrutabili tare ereditarie. La constatazione dell’inutilità di questa scienza nel comprendere i fenomeni più profondi della vita di ogni uomo è il punto di partenza dal quale nasce la psicoanalisi, che cerca una nuova comprensione della realtà umana: potrebbe dire: dalla pretesa di guarire gli altri, al “prendersi cura” della propria soggettività.

Rimaniamo alla superficie fin tanto che ci occupiamo solo di ricordi e di rappresentazioni. Ciò che veramente conta nella vita psichica sono i sentimenti, e tutte le forze psichiche sono importanti solo per la loro capacità di risvegliare sentimenti.

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